CON IL MANUBRIO BEN IN PUGNO

Terminiamo il discorso sulla posizione in bici e le conseguenze che può avere sul nostro corpo parlando del manubrio, della sua inclinazione larghezza e altezza.  Sono molti i rider che lamentano dolori al collo o agli avambracci e che in alcune situazione avvertono parestesie alle mani.  Le cause di questi problemi possono essere molteplici, si parte dall’epicondilite (gomito del tennista) a tensioni muscolari a carico della colonna cervicale, passando per protrusioni discali o ernie. Queste ed altre patologie sono spesso la causa di molti dei dolori che noi ciclisti avvertiamo, ma dopo averle escluse resta da verificare la posizione in sella, o meglio la nostra posizione sul manubrio.

Proviamo ad andare con ordine e analizziamo prima il collo e poi le mani. Nell’enduro se escludiamo il peso del casco è difficile che la posizione in bici possa generare dolori cervicali, questo perché generalmente è una posizione raccolta e elevata, dove lo sbalzo fra manubrio e sella è limitato, piuttosto potrà essere il tratto lombare a soffrire. Però se ragioniamo di bici da xc o all mountain leggero o ancora di bici da corsa allora le cose cambiano.  Tempo fa si consigliava di avere una differenza tra punta della sella e manubrio che variava tra i 7 e 10cm, questo comporta una distensione del busto con una maggiore attivazione dei muscoli i della coscia e scarico del tratto lombare, ma obbliga ad una iperlordosi cervicale che nel tempo può produrre tensioni e formicolii alle braccia. Le moderne MTB hanno cambiato questa impostazione riducendo questo gap, orla lo sbalzo sella manubrio è più contenuto. Oltre che ad affidarsi ad un centro specializzato il consiglio che posso darvi è quello di provare, se un uscita su strada di poco più di un’ora accentua questi problemi allora bisogna incominciare a verificare il giusto assetto del manubrio, se si avverte un irrigidimento delle spalle che causano una perdita di fluidità nella guida vuol dire che il collo si trova in una posizione di iperlordosi che di fatto limita la mobilità del trapezio medio e delle spalle, quindi provate ad alzarlo.

MANUBBRIO

Il rize di un manubrio influenza la sua altezza, quindi rientra tra i parametri da verificare del capitolo precedente, ma il manubrio riveste un importanza fondamentale per gli arti superiori. Una presa errata sul manubrio porta ad un sovraccarico del polso, che può anche bloccarsi, con la conseguenza di infiammare i tendini flessori delle dita (quelli che ci permettono di stringere il manubrio e di frenare) e con la possibilità di infiammare l’origine di questi muscoli, con la comparsa di tendiniti simili al gomito del tennista. Inoltre il manubrio non è un tubo perfettamente dritto, tende ad avere anche un’inclinazione interna che se mal gestita può portare ad una posizione troppo chiusa delle braccia, con sovraccarico della zona esterna del polo e lavoro scorretto delle spalle. Quindi così come detto per la sella, è bene affidarsi a mani esperte per la regolazione della nostra bici, in modo da sfruttare appieno le sue potenzialità e evitare spiacevoli infortuni a carico delle nostre articolazioni