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Nei numeri precedenti abbiamo scritto del ginocchio, della sua anatomia e delle problematiche di chi va in bici. Aiutati anche da Massimo Manganelli, uomo di fiducia di Raimondi, ci siamo poi soffermati sull’importanza della regolazione delle tacchette. Ora è il momento di parlare della sella, della sua posizione, arretramento e inclinazione. Per chi fa enduro e all mountain è assodato che una sella bassa aiuta nella guida in discesa, ma in questo articolo tratteremo il tema pensando ai momenti in cui bisogna pedalare.

 Sui campi gara mi capita spesso di osservare biker salire con arretramento, altezza e modo di pedalare scorretto. L’esatta posizione aumenta la velocità di percorrenza ma soprattutto permette di affaticare meno la muscolatura, rendendo il gesto della pedalata più economico, riducendo inolte l’incidenza delle patologie a carico del ginocchio e scaricando la schiena. Ma come è possibile tutto ciò? Spieghiamo in modo sintetico cosa accade pedalando e così riusciremo anche a comprendere perché è fondamentale una giusta posizione in sella.

La pedalata è un gesto ciclico, che attiva una serie di muscoli antagonisti fra loro, questo è possibile se vi è una giusta coordinazione e capacità di pedalata (di cui abbiamo parlato nell’articolo dedicato all’agilità) e se abbiamo una corretta posizione in sella.  Durante la spinta si attivano in special modo il gluteo e il quadricipite nella sua componente dei vasti mediale distale e del retto, vi è anche un azione di stabilizzazione fatta dagli ischiocrurali e dagli estensori della caviglia. La trazione viene svolta dal sartorio, dal gracile e nella parte finale della pedalata dal retto femorale e dai vasti. Questo viene descritto bene nella figura correlata.

Ma proviamo ad analizzare bene la fase di spinta, quella che nella maggior parte dei ciclisti esprime la maggior propulsione. Vediamo che la forte presenza del quadricipite crea una pressione sulla rotula che con la sella troppo bassa diventa patologica, portando a una usura eccessiva e ad infiammazioni a carico del tendine rotuleo e delle componenti meniscali. Quindi ecco che l’azione meccanica di muscoli importanti per il ciclista se non vengono ben calibrate incidono negativamente. Abbiamo visto che sempre nel momento della spinta anche il gluteo ha una grande importanza, anche in questo caso una sella troppo spostata in avanti che non permette una corretta attivazione dei muscoli della coscia possono creare uno stress enorme a carico della colonna, poiché il gluteo si ancora sul bacino che è legato da articolazioni mobili alla colonna lombare. Anche una sella troppo bassa che non permette una corretta attivazione dei muscoli del polpaccio non consentono una giusta azione di spinta da parte della coscia che non può contrastare l’azione del gluteo stabilizzando la schiena.

Fino ad ora si è parlato di sella bassa e troppo sopra al movimento centrale, ma cosa succede nei casi opposti?

Una sella troppo alta fr basculare il bacino creando delle flessioni laterali della colonna che devono essere compensate anche a livello delle spalle e del collo, il tutto generando stress lombari e un eccessivo movimento dei muscoli del cingolo scapolare, con conseguenti dolori lombari e dorsali. La sella troppo arretrata è un discorso più complesso, infatti per chi fa molti km in pianura sulla specialissima un maggior arretramento nell’ordine del 0,5 cm rispetto all’ottimo è consentito, ma in linea di massima una sella troppo arretrata riduce la possibilità di pedalare agili, con conseguente sovraccarico di tutte le strutture.

Abbiamo fino ad ora parlato di spinta e di gruppi muscolari potenti che ci spingono avanti, ma la corretta posizione della sella deve nascere da un giusto mix che tiene conto anche della mobilità della nostra schiena e dell’elasticità dei nostri muscoli. Infatti una sella corretta dal puto di vista teorico può generare problemi se il biker ha gli ischiocrurali rigidi (non arriva a toccare con la punta delle dita i piedi) o una situazione problematica della schiena, allora bisogna valutare anche  questo, abbassando di poco la sella per evitare che i muscoli sopracitati ostacolino la fluidità della pedalata. Analoga situazione per quel che riguarda la caviglia, una scarsa mobilità articolare va tenuta in considerazione nel bilanciare la posizione sempre per le medesime considerazioni.

Quindi concludendo si può dire che è un bel casino! Mi rendo conto che per i non addetti ai lavori queste parole potrebbero sembrare arabo, ma l’obbiettivo è sensibilizzare i biker su un tema spesso trascurato ma di grande importanza per la salute della persona e per ottenere il massimo divertimento possibile in sella alla bike. Non abbiamo volutamente parlato di angoli corretti per ‘articolazione del ginocchio e della caviglia, perché lo scopo dell’articolo era informare dell’importanza di un elemento, la sella, consigliando di appoggiarsi ad un professionista per la sua corretta regolazione. Quindi la conclusione è la medesima dell’articolo precedente, utilizzate queste parole per comprendere eventuali problemi e poi affidatevi a mani esperte per la corretta regolazione della vostra bici. Le moderne MTB sono mezzi dalle enormi potenzialità, ma come ogni mezzo sofisticato deve essere regolato al meglio per garantire il massimo delle performance e della soddisfazione di chi la utilizza

la giusta altezza