IL GRANDE NORD

E’ tempo di inverno e l’inarrestabile desiderio di scoprire nuovi itinerari mi porta là nel regno del freddo.   Due le località, due le escursioni che hanno un unico denominatore comune, la neve.  Un volo che ci porta dalla valle d’Aosta all’alta Formazza.

Chamois, un borgo raggiungibile solo con la funivia o grazie ad una strada sterrata ora completamente innevata e Alpe Devero, un oasi inserita in un parco naturale di grande pregio.

Durante questi giri abbiamo incontrato condizioni meteo differenti, come è tipico in montagna in questo periodo, sole e cielo terso in quel della Valle d’Aosta, grigio con qualche fiocco di neve in Formazza. Ma questo ha aggiunto fascino a luoghi e situazioni suggestive e ricche di charme. Ma andiamo con ordine e incominciamo a pedalare

Chamois, il borgo sospeso

Qui gli abitanti usano la funivia come noi utilizziamo il bus, la metropolitana o il tram. È questo mezzo di collegamento a fune il legame fra le terre alte e il resto del mondo. Una sorta di fiaba del fagiolo in chiave moderna, dove la pianta di legumi che portava al castello del gigante viene sostituita da cavi d’acciaio e da una cabina di alluminio. Per chi viene da fuori è difficile comprendere i ritmi di questo piccolo borgo, ma per chi ci abita è una scelta di vita irrinunciabile. È da qui che parte il nostro tour, un anello che va verso

 La Maddalene e poi su verso il col Pilaz, una strada sterrata in estate, ora una pista battuta e fresata dove si possono incontrare ciaspolatori skialper e…cani da slitta in allenamento. Una strada nel bosco dove il suono della neve che scricchiola sotto le ruote ci accompagna per tutto il tempo e l’aria fresca e pura dell’ambiente innevato dona energia e tranquillità. Giunti al colle si aprono alcune possibili varianti, ma il buon Fausto, guida che mi accompagna spesso nelle escursioni in valle, ci consiglia di tornare verso Chamois. La discesa è ripida, ma le gomme larghe gonfiate a meno di un atm ci sostengono, dandoci la possibilità di divertirci in derapate controllate. Essendo molto frequentata è bene prestare attenzione, scendere sempre con il massimo controllo per evitare spiacevoli incidenti che andrebbero ad alimentare la polemica attorno alle bike. Argomento su cui varrà la pena tornare con più calma in un’altra occasione.

La discesa termina lungo la strada che avevamo fatto all’andata, il paese è appena più avanti e da questa posizione si può ammirare nella sua interezza. La Valle d’Aosta non smette mai di sorprendere, accanto alle mete dal blasone internazionale, esistono vere chicche delicate, dove l’equilibrio tra la natura e la presenza dell’uomo sembrano aver trovato un giusto compromesso. Chamois è uno di questi piccoli sogni. E’ grande la curiosità di scoprire come possa essere vivere qui, ma per adesso ci dobbiamo accontentare di viaggiare con la fantasia immaginando la quiete serale oppure il mondo ovattato durante una nevicata.

 

Alpe Devero, la terra di mezzo

 La bici chiama e quindi è il momento di ripartire, destinazione Formazza, più precisamente Alpe Devero, meta inserita nell’omonimo parco. Questo è il paradiso della quiete, piccoli borghi si stringono fra loro, baite che sputano fra gli alberi, una piana ampia che potrebbe aver ispirato la fantasie di Tolkien. Un paradiso per ciaspole e ski-alper che oggi dovranno fare i conti con la bici. Lo sguardo di alcuni passeggiatori è un misto fra l’incredulo e il curioso, mai avrebbero immaginato di vedere una bici in questo contesto. Anche qui tracce bianche ci guidano lungo angoli nascosti e quadri naturali di incredibile bellezza. 

Come detto si parte da Devero, ci si dirige verso Crampiolo e da lì su verso Codelago, dove sarà possibile fare un esperienza particolare e unica, ma lasciamo un po’ di suspense….

La salita verso Crampiolo dalla pista invernale è quasi totalmente pedalabile, solo un paio di strappi sono troppo ripidi e le gomme sprofondano, per il resto avanti tutta! Merita una deviazione il lago delle fate, piccolo specchio di acqua sorgiva che anche con le temperature rigide non ghiaccia. Il suggestivo nome è ampiamente meritato, qui ci si aspetta di trovare abitanti delle terre di mezzo, sogni fanciulleschi che si materializzano in luoghi come questi.  Si gira fra tracce strette fatte dalle ciaspole e ampi sentieri battuti dal gatto. Giunti a Crampiolo lo sguardo si alza verso la diga di Codelago, meta di giornata.

 Una salita tortuosa ma pedalabile ci porta fino ai muraglioni della diga stessa e l’arrivo sulla cima ci mostra una sorpresa affascinate e maestosa. L’intero lago è ghiacciato, sono presenti alcune tracce che lo attraversano e complice la giornata grigia il bianco della neve si mischia al chiaro dell’orizzonte ampliandolo e rendendolo quasi infinito. La sensazione è di essere sui ghiacci perenni di una spedizione polare e la fantasia naviga verso quelle latitudini immaginando un tour del genere. Qui il silenzio è totale, l’aria fredda riempie i polmoni di energia, la curiosità di attraversare un lago ghiacciato in bici mi porta a scendere e a mettere le ruote su questo ponte sospeso. Un po’ di preoccupazione mi accompagna per tutto il tragitto, penso alle exit strategy nel caso in cui il ghiaccio si rompa ma dopo pochi istanti questo pensiero lascia il posto alla bellezza della natura, a questa visione particolare della diga e dell’ambiente che mi circonda. Giocando su e giù per il lago non si avverte più la sensazione di essere sospesi, se non quando avvicinandoci alla riva si nota il passaggio dalla terra ferma al lago stesso. In qui momenti una lieve vertigine mi attraversa, ma poi via verso l’ignoto!

Il ritorno chiude anche questo secondo anello, si torna a Crampiolo dirigendoci poi verso Alpe Devero attraverso boschi silenziosi e un sentiero dove il flow la fa da padrone. Una taccia larga poco più di un metro, ben battuta che dà sicurezza alle gomme ed è un continuo cambio di pendenza e direzione, meraviglia delle meraviglie! Si viaggia con cautela, il posto è molto frequentato anche in settimana, quindi bisogna sempre prestare attenzione ad ogni curva, condurre la bici con accortezza e sempre con il massimo della sicurezza. Ma che soddisfazione girare leggeri su questo tappeto bianco. La neve copre ogni asperità, la sensazione è quella di essere su un nastro asfaltato con la tenuta di un sentiero, quindi la bici scivola, va controllata, ma l’assenza di radici permette di concentrarsi sulla leggerezza e sul ritmo. Bello, veramente bello!

 Le nuove soluzioni come le fat e le plus permettono di assaporare aspetti differenti dell’andare in bici, rendono entusiasmanti anche percorsi che fino a pochi anni fa ci erano preclusi per la mancanza di mezzi idonei, quindi w la tecnologia!

 

INFORMAZIONI UTILI:

CHAMOIS:

DISTANZA: 14 KM

DISLIVELLO COMPLESSIVO 340 MT

COME ARRIVARE, A CHATILLON PRENDERE CER LA VALTOURNENCHE E CERVINIA, LA PARTENZA DELLA FUNIVIA E’ BEN VISIBILE IN LOCALITA BUOISSON

 

ALPE DEVERO

DISTANZA:13,40 KM

DISLIVELLO COMPLESSIVO: 280 MT

COME ARRIVAREDIREZIONE SEMPIONE CONFINE DI STATO, USCIRE A CRODO IN DIREZIONE VAL FORMAZZA. A BACENO PRENDERE PER ALPE DEVERO. NEI WEEK END IL POSTEGGIO E’ A PAGAMENTO, NON E’ POSSIBILE ARRIVARE NEL BORGO CON L’AUTO