PASSO DELLA MULATTIERA

Quando si parla di Val Susa spesso si associa questo lembo di terra alla via Lattea, a Sestriere e per quanto riguarda la MTB a Sauze. Ma questo splendido territorio sa stupire in positivo ogni volta che ci torno. È nota la mia particolare predilezione per le valli olimpiche, ma Bardo (come viene chiamata dagli amici) non l’avevo ancora visitata con attenzione e devo dire che si è dimostrata uno scrigno ricco di gemme preziose. 

Nell’estate che si è appena conclusa ho avuto modo di pedalare sui suoi sentieri per parecchi giorni in due differenti periodi. Prima durante la prova della Trance 29’ di cui ormai conoscete ogni segreto e in seguito per realizzare uno dei molti tour che questa terra offre.

Una località che ti accoglie con un area attrezzata, quella di campo Smith, che ti fa subito sentire in vacanza, prato verde in stile inglese, avventure park, area relax, tracciato per i più piccoli, noleggio bici. Una zona che fa comprendere come l’accoglienza estiva sia importante. Poi vi è il bike park, una rete di sentieri lavorati, che sanno soddisfare i palati più fini e che possono essere affrontati in tutta sicurezza anche dai più piccoli, le immagini del baby Ancillotti che affronta le sponde credo abbiano fatto il giro di tutti gli appassionati. Ma oltre ai percorsi strutturati Bardonecchia offre anche una serie di trail naturali di grande fascino. Il passo della mulattiera che abbiamo fatto, la traversata fino a Claviere e molti altri giri, mi porteranno sicuramente a scegliere questa località anche l’anno prossimo per testare bici e nutrirmi delle emozioni che la montagna con i sui sentieri sa offrire.

Il Passo della Mulattiera

Si parte da Campo Smith in direzione Colomion, si può iniziare subito a pedalare oppure farsi aiutare dalla seggiovia, dipende dai vostri gusti. La salita si svolge su di una gippabile nella faggeta che sale costante, con tratti aperti che mostrano la cittadina di Bardonecchia vista dall’alto e in una seconda parte un punto di vista diverso su Sauze, sul Fraiteve e sul resto delle valli olimpiche. Salendo di quota lo scenario lascia a bocca aperta. mettendoci alle spalle Colomion la sorpresa è molta per il panorama che ci si presenta davanti. Un’ampia conca, con pietraie che scendono per centinaia di metri e le alte guglie del grande Hoche che fanno da barriera. La strada militare a tratti franata sale sempre con pendii costanti, questa è a caratteristica peculiare di tutta la valle. La costruzione di fortificazioni ha creato una rete di carrozzabili che sono diventate un patrimonio per i biker. Se alla partenza vi era il tipico vociare di un posto turistico, con musica e risate, qui è il silenzio a sovrastare ogni cosa. Ammetto che ho avuto un eccitazione particolare trovandomi in un luogo dall’inaspettata bellezza. La ma guida Jacopo mi spiega come vennero realizzate le fortificazione, dove sono ancora presenti, quali restano in territorio italiano e quali in quello francese. È interessante affidarsi a persone che conoscono il territorio, non soltanto per viaggiare più sicuri, ma anche per immergersi un po’ di più nei luoghi che stiamo visitando e nella loro storia. Raggiungiamo il passo, la vista si apre, i ghiaccia della Grave spuntano in lontananza, si scorge la via che porta verso Claviere, uno degli obiettivi che mi sono posto per la prossima stagione, e davanti a noi si srotola una linea che taglia un pratone verde. Dopo le foto di rito e quegli utili istanti rigeneranti che l’alta montagna dona, ci si pone in modalità a gravità negativa. Se la salita è stata una piacevole sorpresa per i panorami a me sconosciuti, la discesa è stata la torta su cui mettere la ciliegina. Ho sempre interpretato il cicloalpinismo e l’escursionismo come un modo appassionante di trovare discese naturali sempre nuove e appaganti, c’è chi cerca l’estasi sublime della sforzo fisico fatto in salita e vede il rientro come una necessità più che un piacere, e chi come il sottoscritto è sempre alla ricerca della discesa perfetta, quella dove i panorami, le suggestioni si uniscono a un trail che non vorresti finisse mai. Anche quando mi dilettavo nel xc agli avversari spiegavo che negli allenamenti riuscivo a tollerare le salite perché sapevo che poi ci sarebbero state le discese, per molti di loro sembrava una cosa inconcepibile ma era così allora e lo è ancora di più adesso. Ok, voi lettori però vi starete chiedendo com’è questa discesa. Da provare, gli aggettivi si sprecano e spesso sono ridondanti, il consiglio che vi do è quello di prendere la vostra bella bici, salire fino alla cima e scendere. Sono poco più di 1000 mt di dislivello, prima su verdi prati che sembrano disegnati, poi nel bosco costeggiando un fiumiciattolo per finire nel bike park. Non ho ancora trovato la discesa perfetta, ma sicuramente questa entra di diritto fra quella da rifare appena possibile. Il rientro è verso Melezet e poi si torna a Campo Smith. L’adrenalina resta nelle vene per parecchio tempo e ancora adesso mentre sto scrivendo la voglia di lasciare tutto e tornare su è molta. Un giro eccitante e la scoperta di una località da esplorare sono gli ingredienti di questo bel tour.

 

 

INFO:

FOTO: Jacopo Spatola

Info per guide: www.biketrack.it

Noleggio bici: Campo Smith www.bardonecchiaski.com

Dove alloggiare: Residence Campo Smith www.residencecamposmith.com