UN TRAIL ‘AMENO’

Con un semplice gioco di parole introduciamo alcune escursioni che abbiamo avuto la fortuna di fare partendo proprio da un piccolo borgo chiamato appunto Ameno.

Piccolo comune sito sulle alture del lago d’Orta, rifugio per scrittori e artisti in cerca di pace e ispirazione o per chi semplicemente vuole di sfuggire alla frenesia della città. Noto per il festival jazz che nell’estate richiama nella sua piazza principale appassionati e star della musica dell’improvvisazione. Decidiamo di eleggere questo luogo ‘ameno’ punto di partenza alla scoperta di altri itinerari che avvolgono il Mottarone. Per proseguire la visita di uno degli angoli più interessanti dell’alto Piemonte.

Tre itinerari che ruotano attorno a quest’area, attraversando frazioni dove il ritmo della vita è ancora scandito dalle stagioni e la quiete regna sovrana.

Passeggiate per le famiglie lungo una gippabile, escursioni per appassionati dalle gambe allenate e con la voglia di esplorare e mettersi alla prova e tuffi nei boschi dove lasciarsi trasportare lungo sentieri sconosciuti può essere elettrizzante (a patto di avere con se cartina e GPS…).

Questo il menù del racconto.

A spasso nel tempo

Iniziamo dal giretto delle frazioni. Una passeggiata tranquilla, dove permettere anche ai più piccini di avvicinarsi al favoloso mondo delle ruote grasse senza pericolo e con uno sforzo alla portata di tutti. Partiamo dalla piazza del paese lasciando alla nostra sx l’edificio comunale, 50 mt e svoltiamo a dx, da qui seguendo la strada ci troveremo a percorrere uno sterrato in leggera discesa, la pendenza aumenterà dolcemente e il fondo diventerà di ciottoli, ci stiamo dirigendo verso la località, una piana ampia dove i pascoli sono ancora protagonisti e un maneggio di importanti dimensioni ci permette di mirare splendidi esemplari di quadrupedi, facendo sicuramente la gioia dei bambini. La discesa ci porterà direttamente ad un incrocio, qui lasciate libera la vostra fantasia, si può girare tranquillamente senza paura di perdersi, l’area in questione, totalmente pianeggiate, ha un’ampiezza di pochi km, quindi avanti con l’improvvisazione e l’esplorazione! Oltre al maneggio di cui abbiamo già accennato a farla da padrone è l’ambiente agreste, una campagna avvolta dalle colline così da formare un guscio protettivo dove chiunque può muoversi in totale tranquillità. Case, fattorie, ponticelli che volano sopra il torrente Agnona, che scorre placido verso la pianura, sono queste le caratteristiche di una passeggiata a spasso nel tempo.

 

Da Ameno al Mottarone e ritorno (…forse…) 38 Km giro corto 47 giro lungo gpm 1038

Un’uscita in MTB, ecco cosa ci aspetta. Si parte sempre dalla solita piazzetta, si prende il solito sentiero in discesa un po’ sterrato un po’ ciottolato, al bivio si procede dritti, si supera il ponticello in sasso, case, pascoli e bivio…si gira a SX, la salita è subito interessante Pam! un bel muro che risveglia i sensi, intorpiditi dal paesaggio ovattato e bucolico che abbiamo attraversato fino a questo momento.Quindi incominciamo a spingere sui pedali, la salita inizialmente è asfaltata, sarà così per circa 10’, passeremo attraverso la frazione Tabarino e poi seguendo la strada principale verremo consegnati allo sterrato, gioia di tutti noi. Questo tratto nei primi anni novanta è stato teatro di alcune gare di cross country, ripercorrendo l’ascesa restano vividi i ricordi della tensione, della fatica e delle gioie tipiche dell’agonismo. Le tattiche e le sensazioni positive quando la gamba c’è e sei tu a decidere il ritmo sono impagabili, così come sono da dimenticare i momenti in cui i muscoli e la mente dicono basta, e il salire diventa un tormento. Oltre all’xc qui si è svolta anche una gara di campionato regionale di DH, fa tenerezza pensare che per i mezzi dell’epoca questa discesa potesse essere impegnativa, con passaggi da memorizzare e studiare. Vista oggi con le moderne bici tutto sembra diverso.

Ma è il momento di abbandonare i ricordi e tornare a spingere sui pedali. Lo sterrato, largo e scorrevole ci porterà alla cappello del Vago. Una bella salita, dove i cavalli di razza sapranno fare velocità, mentre l’escursionista potrà concentrarsi sui dettagli di un paesaggio senza tempo. In breve raggiungiamo il Vago. Da qui si dovrà proseguire in direzione Gignese, famosa per il museo dell’ombrello. Grazie ad un sapiente lavoro del CAI di Arona questo tour è completamente segnalato, seguendo quindi e indicazioni appena menzionate arriveremo ai piedi della vera salita di giornata. L’avvicinamento sarà comunque in grado di dispensare fatica e soddisfazioni. I cambi di paesaggio continui, gli scorci sulle colline l’abbraccio dei boschi ci accompagneranno in un continuo saliscendi da affrontare controllando sempre il nostro cardiofrequenzimetro, per scongiurare paurosi fuori giri che potranno rovinare una splendida gita. Si diceva dei saliscendi, o magia e bevi in gergo stradista, questi ci accompagneranno fino alla strada provinciale e all’ingresso in Gignese, borgo che non visiteremo. Infatti appena sfiorato il bitume svolta a sx, ponte sull’Agnona e dopo pochi metri, verso destra con fare masochistico verso un vero e proprio muro. Qui inizia la vera salita di giornata, che ci porterà sulla vetta delle tre montagnette, giro descritto il mese scorso. Qui la poesia dei luoghi lascia il posto allo sforzo fisico e all’eccitazione che si prova quando si riesce a domare un’erta impegnativa e lunga. Il respiro costante, la pedalata fluida sono sensazione meravigliose, non importa la velocità con cui si affronta questo pendio, è l’attitudine che ci accompagna. Così come il flou è quella sensazione che si ricerca in discesa, la leggerezza e

la consapevolezza dello sforzo controllato sono sensazioni magiche in salita, frutto di allenamenti fatti con coscienza, imparando ad ascoltare e rispettare il proprio corpo.

Pur cercando di abbellire il tutto, qui si sale, ad un certo punto la fatica potrebbe non permettere più una visione così romantica dello sforzo, ma non importa, abbiamo scelto questo sport anche per una sana e consapevole dose di masochismo…

Lasciamo alle spalle il bosco e continuiamo a salire, ora prati e cielo ci fanno da cornice, attraversiamo una stalla estiva e lentamente raggiungiamo la fine della salita. Il panorama è un meritato regalo per lo sforzo, il Rosa e una corona di montagne sono la nostra platea, un respiro profondo ci ricarica e nuove energie invadono il nostro corpo. Ora abbiamo due possibilità, a sinistra discesa fino a Coiromonte, faggeto, Armeno, sentiero che attraversa Pisogno e poi Cascine di Ameno e arrivo. A DX discesa prima larga, poi sentiero che taglia in costa la montagna di cui abbiamo parlato nel numero precedente, picchiata tecnica fino al limitare di Armeno, poi sterrato verso Pisogno, Cascine di Ameno arrivo. Sono due scelte valide, la seconda più lunga ma sicuramente più gratificante la prima consigliabile a chi deve fare i conti con le energie che scarseggiano.In entrambi i casi raggiungendo Ameno saremo soddisfatti dell’esperienza, dei profumi e di tutto quello che ci permetterà di arricchire in nostro spirito e confermare la passione per questo mezzo meccanico.